Che settimana! #7/26
Leader europei al lavoro sul mercato unico | Fiducia della Camera agli aiuti a Kiev, ok dal Cdm alla stretta sull'immigrazione | Trionfo di Takaichi in Giappone | 17 medaglie italiane alle Olimpiadi
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Unione in cerca di slancio
Al termine del vertice informale nel castello fiammingo di Alden Biesen, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che per il prossimo Consiglio europeo di marzo sarà presentato un chiaro piano d'azione per il mercato interno da completare entro il 2027 (Eunews), tema su cui era tornato anche l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta (Euronews). In assenza di unanimità sulle singole misure, si procederà con il principio della cooperazione rafforzata tra Stati (Politico). Prima della fine di febbraio è attesa la presentazione dell'Industrial Accelerator Act, compresa una preferenza europea per i settori strategici (Il Sole 24 Ore). In giornata era intervenuto anche l'ex presidente della Bce Mario Draghi chiedendo misure per rafforzare la competitività ed evidenziando il peggioramento del contesto economico (Politico).
2️⃣ Aiuti in arrivo
La Camera dei Deputati ha approvato la fiducia al decreto legge sull’invio di armi a sostegno dell’Ucraina. Il voto è arrivato lo stesso giorno in cui il Parlamento europeo ha dato il via libera al prestito da 90 miliardi a Kiev annunciato nei giorni scorsi (Il Sole 24 Ore). Secondo il Financial Times+ l’Ucraina starebbe pianificando le elezioni presidenziali da tenersi insieme a un referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia. Gli Stati Uniti starebbero esercitando pressioni affinché Kiev organizzi le consultazioni entro il 15 maggio, pena la possibile perdita delle garanzie di sicurezza Usa. Il Parlamento ucraino dovrà prima modificare le leggi per consentire il voto in tempo di guerra (The Independent).
3️⃣ Strette migratorie
ll Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che introduce modifiche significative alla gestione dei flussi migratori. Una delle principali novità riguarda la possibilità di disporre un blocco navale in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale (Corriere). Il decreto prevede anche un ampliamento dei reati che comportano l’espulsione e un restringimento della possibilità di ottenere asilo e permesso di soggiorno (SkyTG24). Il Parlamento europeo ha dato il via libera finale alla prima lista europea di Paesi d’origine sicuri e alla revisione dei criteri di applicazione del concetto di Paese terzo sicuro (Eunews).
4️⃣ Crisi sfiorata
Dopo lo scandalo per i legami tra l’ex ambasciatore britannico negli Usa, Peter Mandelson, e il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, il primo ministro britannico Keir Starmer ha cercato di allentare le tensioni all’interno del Labour e ha ottenuto il sostegno di diversi esponenti del suo partito che hanno contribuito a dissipare i timori di dimissioni e a rassicurare i mercati (Bloomberg). In settimana si era dimesso il capo di gabinetto del premier britannico, Morgan McSweeney, ritenuto responsabile della nomina di Mandelson (Guardian). La Bbc scrive che, nonostante tutto, il futuro di Starmer resta incerto.
5️⃣ Marce indietro
Il responsabile statunitense delle frontiere, Tom Homan, ha annunciato la progressiva conclusione delle operazioni di contrasto all’immigrazione in corso in Minnesota, precisando che il ritiro degli agenti, già avviato, continuerà la prossima settimana (Ap). L’amministrazione Trump ha intanto ufficializzato la revoca delle conclusioni scientifiche raggiunte nel 2009 dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) rispetto alla pericolosità di sei gas serra per la salute pubblica e il clima. Una mossa che pone le basi per una massiccia deregolamentazione rispetto a numerose norme che regolano gli standard di emissioni (Cnbc).
6️⃣ Risultati chiari
In Giappone, la coalizione di governo che sostiene la prima ministra Sanae Takaichi ha vinto le elezioni legislative anticipate, convocate dalla stessa Takaichi. Il Partito Liberal Democratico ha ottenuto 316 seggi su 465 e, insieme al partner di coalizione Ishin, ha raggiunto 352 seggi, assicurandosi una maggioranza qualificata di due terzi (Reuters). Il Partito Conservatore del primo ministro Anutin Charnvirakul ha vinto le elezioni in Thailandia, ottenendo 194 seggi su 500, contro i 116 del Partito del Popolo, principale forza di opposizione (Nyt). In Bangladesh, il Partito nazionalista (BNP) di Tarique Rahman ha rivendicato la vittoria nelle prime elezioni considerate libere dopo 17 anni, seguite alla caduta della prima ministra Sheikh Hasina (Guardian). Il candidato socialista António José Seguro ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Portogallo con oltre il 66% dei voti, prevalendo sul rivale di estrema destra e populista André Ventura (Euronews).
7️⃣ Pioggia di medaglie
Nella prima settimana di Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’Italia ha già conquistato 17 medaglie. Oro per Francesca Lollobrigida nei 3000 metri di pattinaggio di velocità (Gazzetta), che ha poi fatto il bis nei 5000 (Gazzetta), per Federica Brignone nel SuperG (Sky Sport), nella staffetta mista dello short track (Sport Mediaset) e per le coppie Vötter-Oberhofer e Rieder-Kainzwaldner nello slittino doppio femminile e maschile (Eurosport). Giovanni Franzoni e Dominik Paris hanno conquistato rispettivamente l’argento e il bronzo nella discesa libera maschile (Il Post). Argento anche Arianna Fontana nei 500 metri dello short track (Eurosport) e per la squadra di biathlon nella staffetta mista (Tuttosport). Ampio il numero degli altri bronzi: nel doppio misto del curling (Gazzetta), per Lucia Dalmasso nel gigante parallelo di snowboard (Eurosport), nella discesa libera con Sofia Goggia (Corriere dello Sport), per Riccardo Lorello nei 5000 metri di pattinaggio di velocità (Corriere), nello slittino con Dominik Fischnaller (Il Fatto Quotidiano), all’intera squadra di pattinaggio di figura (RaiNews) e nella staffetta a squadre dello slittino (Sport Mediaset).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Chi vuol essere co-genitore
L’interesse per la co-genitorialità platonica (“co-parenting”) è in aumento. Piattaforme online specializzate come Modamily o LetsBeParents mettono in contatto persone che desiderano formare una famiglia, e negli ultimi anni hanno registrato una crescita significativa di utenti. L’approccio di slegare l’avere figli dal contesto di una relazione romantica “consente di separare due decisioni enormi: con chi voglio uscire e con chi voglio diventare genitore”, spiega un’utente al New York Times, che dedica un ampio servizio al fenomeno. Prima di passare all’azione, gli utenti sono incoraggiati dai siti d’incontri a rivolgersi a professionisti della salute mentale sia per comprendere meglio le motivazioni che portano a scegliere il “co-parenting”, sia per gestire le relazioni articolate che ne derivano.
Scelta consapevole La co-genitorialità elettiva non è una novità in sé, e ha anzi una lunga storia all’interno della comunità Lgbtq+. Ciò che è nuovo è l’aumento di aspiranti co-genitori eterosessuali, scrive The Conversation. Per alcuni di loro, l’opzione rappresenta un piano B; altri ritengono che questa scelta intenzionale possa offrire più stabilità rispetto al diventare genitori all’interno di una relazione romantica, che può conoscere conflittualità e concludersi con una separazione, traumi dai quali i fautori di questo modello familiare dicono di voler tenere al riparo i bambini. In molti casi, si redige un accordo scritto per definire i termini dell’intesa.
Controindicazioni non pervenute I ricercatori stanno iniziando a studiare gli effetti psicologici della co-genitorialità platonica: un rapporto pubblicato lo scorso maggio dall’Università di Cambridge non ha rilevato differenze significative rispetto ai nuclei familiari più ordinari. Emerge, tuttavia, un punto critico, sottolinea il Nyt citando il giudizio di gruppi conservatori, cioè il modo in cui questo tipo di famiglia non tradizionale viene percepito dall’esterno.
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