Che settimana! #52/25
Zelensky annuncia incontro con Trump sul piano di pace | Cessate il fuoco tra Thailandia e Cambogia | Il Senato approva la legge di Bilancio | Il Pil Usa è cresciuto del 4,3% nel terzo trimestre
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Natale senza tregua
Mentre proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina (Reuters), il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che domenica vedrà il suo omologo statunitense Donald Trump per discutere dello stato delle trattative sui piani di pace per porre fine all’invasione russa. Zelensky ha anche specificato che il piano in 20 punti concordato con gli Usa è “pronto al 90%” (Cnn) e che è disponibile a sottoporlo a un referendum a condizione che la Russia accetti un cessate il fuoco di almeno 60 giorni (Axios). Trump ha commentato, in un’intervista a Politico, che Zelensky “non ha nulla finché io non lo ho approvato” e che il meeting servirà a capire quali siano le intenzioni del presidente ucraino. Il piano apre alla possibilità di creare una zona demilitarizzata nelle regioni orientali dell’Ucraina, a condizione che anche la Russia ritiri le proprie forze (Guardian). Il futuro del Donbass e della centrale nucleare di Zaporizhzhia rimangono però i nodi complicati da sciogliere (Euronews).
2️⃣ Più o meno diplomatici
Thailandia e Cambogia hanno concordato un cessate il fuoco dopo settimane di violenti scontri lungo il confine che hanno causato almeno 86 morti. L’intesa, annunciata dai ministri della Difesa in una dichiarazione congiunta, prevede il mantenimento delle attuali posizioni militari senza ulteriori movimenti, per evitare un’escalation delle tensioni (Reuters). Gli Stati Uniti hanno lanciato “potenti e letali” attacchi nel nord-ovest della Nigeria contro il sedicente Stato islamico, accusato da Trump di aver “preso di mira e ucciso brutalmente, soprattutto, cristiani innocenti” (Axios). Numerosi militanti sarebbero stati uccisi (Reuters). Il ministro degli Esteri nigeriano Yusuf Maitama Tuggar ha confermato alla Bbc che si è trattato di “un’operazione congiunta” antiterrorismo, ma che questa “non ha nulla a che vedere con una religione specifica”. Nel Paese sono attive diverse formazioni armate affiliate allo Stato islamico, tra cui il gruppo Lakurawa: secondo gli analisti, sarebbe questo l’obiettivo degli attacchi Usa (Ap).
3️⃣ Senza pace
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'esercito non si ritirerà mai completamente dalla Striscia di Gaza “per motivi di sicurezza” e che nell'area verrà istituita un'unità militare-civile (Reuters). Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato il riconoscimento di 19 nuovi insediamenti in Cisgiordania, considerati illegali dalla legge internazionale. Secondo il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich la decisione servirebbe a bloccare la creazione di uno Stato palestinese (Bbc). Lunedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà Trump e durante l’incontro si parlerà anche degli avvertimenti di Tel Aviv riguardo a un’esercitazione missilistica del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in preparazione di un possibile attacco contro Israele (Axios).
4️⃣ Botta e risposta
L’Ue ha condannato il divieto di visto imposto dagli Stati Uniti a cinque cittadini europei impegnati nella regolamentazione dei colossi tecnologici americani o nella lotta contro l’odio e la disinformazione online, tra cui l’ex commissario Ue Thierry Breton (Ap). Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato delle sanzioni come forma di intimidazione per minare la sovranità digitale europea e ha ribadito che le regole Ue sono state adottate democraticamente e sono valide solo all’interno del mercato europeo (Guardian).
5️⃣ Primo ok
La legge di Bilancio ha ottenuto il via libera del Senato con 110 voti favorevoli, 66 contrari e due astenuti, e passa ora all’esame della Camera - dove il voto, su cui il governo porrà la fiducia, è previsto per martedì (Repubblica+). La legge vale complessivamente circa 22 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 18,7 miliardi iniziali grazie all’integrazione di risorse per Transizione 5.0, Zes e adeguamento dei prezzi (Corriere). Tra le principali misure, il taglio di due punti della seconda aliquota Irpef fino a 50mila euro, l'aumento dell’età pensionabile nel 2027 e nel 2028 e le misure per le imprese come l’iperammortamento sui beni strumentali “Made in Eu” (Il Sole 24 Ore).
6️⃣ Questione di percentuali
Il Pil degli Stati Uniti è cresciuto del 4,3% nel terzo trimestre, al ritmo più rapido degli ultimi due anni, un risultato nettamente superiore alle attese che prevedevano un aumento del 3,2% (Cnbc). L’espansione è stata sostenuta da una spesa solida di famiglie e imprese e dall’aumento delle esportazioni (Bloomberg). Si prevede, però, che l’aumento del costo della vita e la recente chiusura delle attività governative peseranno sulla crescita nell’ultimo trimestre del 2025 (Reuters). La Cina ha imposto dazi tra il 21,9% e il 42,7% su alcune importazioni di prodotti lattiero-caseari dall'Ue (Il Sole 24 Ore). Dopo un'indagine anti-sovvenzioni, il ministero del Commercio di Pechino ha dichiarato di aver riscontrato che le importazioni di prodotti lattiero-caseari dall'Ue erano sovvenzionate e che l'industria nazionale cinese "ha subito un danno sostanziale". L'indagine era stata lanciata in risposta all'inchiesta europea che aveva portato a nuovi dazi sui veicoli elettrici cinesi (Ft+).
7️⃣ Multati
L’Antitrust ha sanzionato Ryanair per oltre 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante. Secondo l’Autorità, la compagnia avrebbe ostacolato le agenzie di viaggio online e fisiche nell’acquisto di biglietti, riducendo la concorrenza. La compagnia ha annunciato ricorso (Rainews). L’Autorità ha sanzionato anche Apple per abuso di posizione dominante con una multa di circa 98,6 milioni di euro. La decisione riguarda il mercato dei servizi forniti agli sviluppatori per la distribuzione di applicazioni agli utenti del sistema operativo iOS, un ambito in cui Apple detiene una posizione di assoluta dominanza attraverso l’App Store (Il Sole 24 Ore).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, il nostro approfondimento domenicale in omaggio per te.
*️⃣ Addio cara città
L’aumento dei costi dell’abitazione sta producendo una forma di espulsione silenziosa dalle grandi città: non uno sfratto formale, ma l’impossibilità concreta di restare. Nei principali centri urbani europei la pressione su affitti e prezzi delle case sta ridefinendo la composizione sociale, spingendo residenti storici e classi medie verso la periferia (El País+). Il fenomeno è forte anche nelle grandi città americane, dove famiglie e giovani rinunciano alla vita urbana non per scelta culturale, ma a causa dei costi dell’alloggio (Nyt). Negli Usa il tema della sostenibilità abitativa è stato al centro della recente campagna elettorale che ha portato Zohran Mamdani a diventare sindaco di New York (Time).
Quadro nostrano In Italia l’emergenza abitativa è riconosciuta come una crisi nazionale, con effetti visibili sul mercato degli affitti e sulla mobilità sociale, soprattutto nei grandi centri urbani (QN). Salari stagnanti e canoni in crescita rendono l’accesso alla casa una variabile di esclusione sociale sempre più marcata (Repubblica). Le principali città sono diventate inaccessibili per ampie fasce della popolazione, anche a causa di un’offerta orientata verso affitti brevi e investimenti immobiliari (Irpi). Nel caso di Milano, la risposta più diffusa è lo spostamento verso le province limitrofe, che assorbono chi lavora in città ma non può più permettersi di viverci (Corriere).
Risposte variegate Il problema è globale e sistemico, ma non si trovano ancora soluzioni univoche (Wef). Negli Stati Uniti è stata rilanciata l’ipotesi di mutui fino a cinquant’anni come strumento per ampliare l’accesso alla proprietà (Cnn). In Germania la risposta passa invece da una forte accelerazione delle nuove costruzioni, attraverso la semplificazione delle norme urbanistiche per aumentare rapidamente l’offerta (Dw). A livello europeo, è stato appena presentato l’Affordable Housing Plan, un pacchetto di misure che combina riforme regolatorie ed edilizia sociale, nel tentativo di affrontare uno dei principali problemi economici e sociali dell’Unione (Politico).
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