Che settimana! #47/25
Usa e Russia delineano un piano di pace per il conflitto in Ucraina | Zelensky firma intese per la difesa aerea di Kiev | Trump e bin Salman rinsaldano i rapporti | La polemica tra FdI e il Colle
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Piano controverso
Stati Uniti e Russia hanno steso una bozza di un piano di pace per mettere fine alla guerra in Ucraina: secondo quanto scritto per primo da Axios, la proposta in 28 punti prevederebbe la cessione delle regioni di Luhansk e Donetsk, la trasformazione di parti del Donbass in una zona demilitarizzata, la spartizione di Kherson e Zaporizhzhia sulle attuali linee del fronte e il riconoscimento del russo come una delle lingue ufficiali dell’Ucraina (Politico). Inoltre il piano includerebbe il dimezzamento dell’esercito ucraino. In cambio Washington darebbe garanzie di sicurezza a Kiev senza che l’Ucraina entri nella Nato (Reuters). Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto disponibile a negoziare con l’amministrazione Trump, anche se la proposta è stata definita “assurda” e inaccettabile dai funzionari di Kiev e ha ricevuto critiche anche dall’Ue (Guardian).
2️⃣ Aiuti e bombe
Zelensky e il suo omologo francese Emmanuel Macron hanno firmato un accordo che prevede che l’Ucraina riceva fino a 100 caccia francesi Rafale nei prossimi dieci anni. L’accordo, che punta a modernizzare la difesa aerea ucraina, include anche sistemi di contraerea, munizioni, droni e altre attrezzature militari di ultima generazione (Reuters). Durante la visita di Zelensky a Madrid, la Spagna ha annunciato un pacchetto di aiuti da 817 milioni di euro per il Paese, con l’obiettivo di rafforzarne le difese aeree (Euractiv). In settimana è stata anche firmata un’intesa con la Grecia per la fornitura di gas naturale liquefatto a Kiev, nell’ambito di un più ampio piano statunitense (Politico). Un raid russo con droni e missili ha distrutto edifici residenziali e infrastrutture energetiche e di trasporto a Ternopil, nell’ovest dell’Ucraina, uccidendo 25 persone e ferendone almeno 73 (Bbc).
3️⃣ Amico ritrovato
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto alla Casa Bianca il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, definendolo un grande alleato e difendendolo dalle domande dei cronisti sul suo ruolo nell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Il principe ha promesso di aumentare gli investimenti sauditi negli Usa da 600 a 1.000 miliardi di dollari (Nyt), mentre Trump ha annunciato la conclusione di un accordo di sicurezza che designa l’Arabia Saudita come “alleato principale non membro della Nato”, facilitando i trasferimenti di armi tra i due Paesi. Gli Usa, in particolare, venderanno caccia F-35 a Riad (Cbs).
4️⃣ Medio Oriente instabile
Con 13 voti a favore e le astensioni di Russia e Cina, che non hanno esercitato il veto, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha adottato la risoluzione statunitense sul piano di pace per Gaza, che prevede l’intervento di una forza internazionale per stabilizzare la situazione in tutta l’area (Cnn). Israele ha intanto lanciato una serie di raid aerei su Gaza, uccidendo 33 persone, in una delle escalation più gravi dall’entrata in vigore della tregua (Guardian). Un precedente bombardamento israeliano contro il campo profughi palestinese di Ein el Hilweh in Libano aveva causato 13 morti: l’attacco è stato il più letale dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah nel novembre 2024 (Reuters).
5️⃣ Fuori i file
Con un’inversione a U rispetto alle posizioni precedenti (Cnn), Trump ha annunciato di aver firmato una legge che impone al Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici tutti i documenti relativi al finanziere Jeffrey Epstein condannato per reati sessuali (Reuters). Nei giorni precedenti il Congresso statunitense si era espresso con sostegno bipartisan verso la loro pubblicazione (Politico).
6️⃣ Chiarimenti necessari
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il colloquio, chiesto da Palazzo Chigi per chiarire le accuse sollevate dal quotidiano La Verità nei confronti di collaboratori del Quirinale che starebbero tramando contro il governo in vista del voto del 2027, è durato una ventina di minuti ed è stato seguito dalla pubblicazione di una nota ufficiale in cui si sottolineava il rammarico della premier “per le parole istituzionalmente e politicamente inopportune pronunciate in un contesto pubblico dal Consigliere Francesco Saverio Garofani” (Sky TG24). Nel giorno precedente il Quirinale aveva diffuso un comunicato insolitamente severo parlando di attacco “sconfinante nel ridicolo”, dopo che il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, aveva chiesto al Colle una smentita dei contenuti dell’articolo (Il Post).
7️⃣ A tinte fosche
Le previsioni economiche d’autunno della Commissione europea mostrano un 2025 migliore del previsto per Ue ed Eurozona, con crescita rivista al rialzo all’1,4% per l’Ue (dall’1,1%) e all’1,3% per l’Eurozona (dallo 0,9%) (Politico). Per il 2026 la Commissione taglia invece la previsione di crescita per l’Eurozona, portandola dall’1,4% all’1,2% (Eunews). Per quanto riguarda l’Italia, la crescita attesa per il 2025 scende allo 0,4% contro lo 0,7% previsto in primavera, e anche il 2026 è ritoccato al ribasso: dallo 0,9% allo 0,8% (Ansa). A ottobre l’inflazione nel nostro Paese ha registrato un netto rallentamento: l’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,3% rispetto a settembre ed è cresciuto dell’1,2% su base annua, un ritmo più basso rispetto al mese precedente (+1,6%) (Il Sole 24 Ore).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, il nostro approfondimento domenicale in omaggio per te.
*️⃣ Alla (ri)scoperta del dialetto
Da In Italia il dialetto è un fenomeno culturale tutt’altro che residuale, come già evidenziava una ricerca risalente ormai a qualche anno fa. Nel Paese si parlano oggi 31 idiomi tra italiano e lingue locali e oltre il 46% delle persone alterna o usa stabilmente il dialetto nelle conversazioni quotidiane; in diverse regioni sono proprio i giovani a mantenerlo vivo (Sky TG24). Una vitalità che si intreccia con la ricerca di identità delle nuove generazioni, spesso impegnate a recuperare il proprio idioma familiare dopo anni di distanza culturale o geografica: un percorso che così diventa un modo per riappropriarsi delle proprie radici (Lucy).
Una spinta dai social Il ritorno del dialetto tra i più giovani oggi passa soprattutto dai social network, dove creator e influencer trasformano modi di dire locali in contenuti virali. Le espressioni venete di Alice Guerra, il tono genovese di Mike FC o i video sardi di Dany Cabras hanno conquistato milioni di visualizzazioni, contribuendo a diffondere parole regionali che entrano nello slang quotidiano (Wired). Questa tendenza è particolarmente forte nel Nord-Est, dove figure come Nicola Canal, Benedetta Polato, Francesco Baruto o Carlotta Berti hanno trasformato veneto e veneziano in linguaggi social riconoscibili e seguitissimi (Corriere del Veneto).
Il ruolo della musica Ma anche la scena musicale italiana sta giocando un ruolo decisivo come dimostra l’ultima edizione del Festival di Sanremo: Rocco Hunt con le sue sonorità campane, Serena Brancale con la riscoperta del pugliese e Tony Effe con il romanesco hanno portato idiomi locali sul palco dell’Ariston, rafforzando un legame narrativo con le proprie radici (GQ). Una tendenza che si inserisce in una storia lunga, dalle battaglie linguistiche di Rosa Balistreri alla viralità contemporanea di fenomeni come Liberato o LA NIÑA, mostrando come il dialetto resti uno strumento espressivo capace di raccontare l’identità con una forza unica (Linkiesta).
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