Che settimana! #46/25
Dopo 43 giorni, finisce lo shutdown negli Stati Uniti | Scandalo corruzione in Ucraina mentre la Russia avanza a Pokrovsk | Al via la Cop30 di Belém | UniCredit ricorre contro il "golden power"
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Open for business
Si è concluso il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti. Il blocco delle attività federali è durato 43 giorni ed è stato superato dopo un voto di misura al Senato, dove ha incassato l’appoggio di una minoranza centrista dei democratici, e poi alla Camera. L’opposizione, tuttavia, non è riuscita a ottenere l’estensione di alcuni sussidi per pagare le assicurazioni sanitarie (Ap). L’accordo ripristina gli aiuti alimentari per milioni di famiglie (Reuters) e il sistema di controllo del traffico aereo, dopo tagli ai voli arrivati al 6% (Nyt). Lo scontro politico si è riacceso, però, su una serie di nuove email dall’archivio del finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, pubblicate dai democratici: gli scambi menzionano Donald Trump, suggerendo che fosse a conoscenza delle attività di traffico sessuale e che avrebbe trascorso del tempo con una presunta vittima di Epstein (Guardian).
2️⃣ Nuovi e vecchi amici
Gli Stati Uniti hanno annunciato una sospensione parziale per 180 giorni delle sanzioni contro la Siria, in seguito a un incontro alla Casa Bianca - il primo dal 1946 - tra il presidente Donald Trump e il nuovo leader di Damasco Ahmed al-Sharaa, un tempo etichettato da Washington come “terrorista” (Guardian). La Siria ha annunciato che si unirà alla coalizione internazionale guidata dagli americani per combattere l’Isis e riaprirà l’ambasciata negli Usa: al-Sharaa ha definito la visita l’inizio di una “nuova era” di cooperazione (Bbc). Trump ha scritto al presidente israeliano Isaac Herzog chiedendo di concedere al primo ministro Benjamin Netanyahu una grazia che lo esenterebbe dalle possibili conseguenze legali derivanti dai tre processi per corruzione attualmente in corso (Guardian).
3️⃣ Doppio pantano
L’Agenzia nazionale anticorruzione ucraina ha avviato un’indagine su larga scala sul settore energetico del Paese, accusando la compagnia statale Energoatom di aver preteso tangenti del 10-15% (Guardian). I ministri della Giustizia German Galushchenko e dell’Energia Svitlana Hrynchuk si sono dimessi (Al Jazeera). Approfittando delle cattive condizioni meteo, centinaia di soldati russi sono penetrati nella cittadina ucraina di Pokrovsk, al centro dei combattimenti delle ultime settimane nella regione di Donetsk (Kyiv Independent): un eventuale ritiro delle truppe di Kiev è sul tavolo (Nyt). Per i governi dell’Ue, intanto, il prestito basato sugli asset russi congelati rimane la strada principale da percorrere per sostenere economicamente l’Ucraina, rispetto alle alternative che passano dall’uso di risorse marginali già presenti nel bilancio Ue o dalla raccolta di capitale da parte dei singoli Stati membri (Reuters).
4️⃣ Clima divisivo
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha aperto a Belém la Cop30, la trentesima conferenza delle Nazioni Unite sul clima, esortando a “sconfiggere i negazionisti” e a difendere la scienza (Bbc). Il nodo principale dei negoziati, che andranno avanti fino alla prossima settimana, sarà trovare un accordo tra i grandi inquinatori e i piccoli Stati insulari minacciati dall’innalzamento dei mari (Bloomberg). Secondo il nuovo World Energy Outlook dell’Agenzia internazionale per l’energia, però, la domanda globale di petrolio e gas continuerà ad aumentare per i prossimi 25 anni se non avverrà un cambio di rotta nelle politiche energetiche (Axios).
5️⃣ Solidarietà à la carte
La Commissione europea ha stabilito che l’Italia si trova “sotto pressione migratoria” e ha quindi diritto a beneficiare del meccanismo di solidarietà per la gestione degli arrivi previsto dal nuovo Patto sulla migrazione, se al tempo stesso rispetterà gli obblighi di registrazione degli sbarchi. A partire da giugno 2026, gli altri Stati potranno scegliere se aiutare i Paesi più esposti accogliendo una quota di migranti, oppure versando un contributo finanziario pari a 20 mila euro per ogni persona non ricollocata, o ancora prestando assistenza operativa (La Stampa). Incontrando a Roma il premier albanese Edi Rama, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che i centri per migranti aperti dall’Italia in Albania funzioneranno non appena si applicherà il Patto Ue (Repubblica).
6️⃣ Lascia o raddoppia
UniCredit ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio in merito al “golden power” opposto dal governo all’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm, cioè la prerogativa di condizionare o porre il veto a un’operazione di mercato per ragioni di interesse nazionale (Euronews). Ora la giustizia amministrativa ha 9-12 mesi per chiamare UniCredit in udienza (Il Sole 24 Ore). L’amministratore delegato della banca, Andrea Orcel, ha stimato fino a 3,8 miliardi di euro le perdite di capitale per l’istituto derivanti da una nazionalizzazione della filiale ancora presente in Russia (Ft).
7️⃣ Pacchi e buoi dei Paesi tuoi
I ministri dell’Economia dell’Unione europea hanno approvato una misura che mette fine all’esenzione dei dazi doganali su piccoli pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra Ue (Eunews). Secondo i dati di Bruxelles, l’anno scorso si sono registrate 12 milioni di spedizioni “low cost” al giorno, per oltre il 90% provenienti dalle piattaforme dell’e-commerce cinese come Temu, Shein e AliExpress (Le Monde). Ora è allo studio come far entrare in vigore il nuovo regime già dal prossimo anno, anticipando la scadenza prevista del 2028 (Politico).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, il nostro approfondimento domenicale in omaggio per te.
*️⃣ Make America Hot Again
Da quando Donald Trump ha vinto le presidenziali negli Stati Uniti, un anno fa, qualcosa è cambiato per chi vive e lavora a Washington D.C. La capitale federale, tra le città più liberal del Paese, ha registrato un forte afflusso di attivisti del movimento Maga (“Make America Great Again”). Arrivati per ragioni di lavoro, tra i single è partita la caccia a una relazione duratura, scrive il Washington Post, ma si sono scontrati con un clima ostile tra le donne progressiste, che tendono a vederli come estremisti o misogini. Sulle app di incontri, allora, ci si affida all’effetto bolla: conservatori e cristiani, ad esempio, si rivolgono a piattaforme per incontrare persone con convincimenti e valori affini, racconta su Cosmopolitan la giornalista Vera Papisova, che ha trascorso un anno su un’app frequentata da uomini della destra radicale.
Chi si somiglia si piglia Di fronte a una crescente polarizzazione della società, anche in Europa la politica è diventata un filtro sempre più rigido nelle scelte sentimentali: un’indagine Ipsos condotta nel Regno Unito, rivela che il 42% dei britannici ritiene importanti le opinioni politiche del potenziale partner, percentuale che sale al 50% tra chi ha meno di 35 anni. I dati di OkCupid indicano che il 75% degli utenti francesi e il 73% di quelli spagnoli vuole frequentare solo persone con una visione politica condivisa, contro il 56% degli statunitensi. Tra i “matchmaker” che aiutano a trovare l’anima gemella, c’è chi vede in questo fenomeno una certa “tendenza narcisistica”: frequentare un doppione di noi stessi (Politico).
Convergenze possibili Eppure, non mancano spiragli per trovare un terreno comune. Negli Usa, spiega una ricerca citata da Scientific American, democratici e repubblicani hanno una percezione sovrastimata dell’effettiva contrapposizione su principi morali. Uno studio dell’Università del Michigan mostra che il 23% delle coppie americane ha visioni politiche differenti e che, nonostante un leggero calo nella soddisfazione relazionale, comportamenti basati sull’empatia contribuiscono a mitigare gli attriti.
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