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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Independence Day
Nel quinto anniversario del Giorno dell’Indipendenza dell’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che “l’Ucraina vuole la pace” ma non è pronta ad “arrendersi” alle richieste di Mosca (Reuters). A margine delle celebrazioni, si è tenuto a Kiev un incontro della Coalizione dei volenterosi: Regno Unito e Francia si sono impegnati a fornire all’Ucraina l’accesso a tecnologie missilistiche riservate e a tenere esercitazioni militari congiunte su vasta scala (Euronews). Mosca ha risposto tornando a minacciare obiettivi militari dentro e fuori l’Ucraina (Guardian). Intanto la Russia ha intensificato gli attacchi contro l’Ucraina, in risposta ai raid contro obiettivi economici russi da parte di Kiev (Reuters). Il Cremlino ha anche respinto la recente proposta di pace ucraina, che prevedeva la creazione di una zona cuscinetto nel Donbass (La Repubblica★). Il direttore della Cia, John Ratcliffe, si è recato a Mosca per incontri diplomatici rimasti segreti (Nyt), mentre gli Stati Uniti stanno accelerando il disimpegno nella difesa europea (Bloomberg).
2️⃣ Sei mesi di guerra
A sei mesi dall’inizio degli attacchi sferrati dalle forze statunitensi e israeliane contro l'Iran, il conflitto si trova in uno stallo costoso: il regime iraniano è ancora al potere (Reuters) e gli sforzi diplomatici si sono arenati (Reuters). Nei giorni scorsi, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha annunciato l’avvio di una campagna per isolare l'Iran dall'economia globale e paralizzare il Paese (Axios): i governi e le aziende che continueranno a intrattenere rapporti commerciali con Teheran rischiano di incorrere in sanzioni ed essere esclusi dal sistema finanziario statunitense (Bloomberg). A sua volta, l'Iran ha promesso ritorsioni contro qualsiasi Paese che collaborerà con le sanzioni Usa (Guardian) e minacciato di bloccare tutte le esportazioni di petrolio dal Golfo (Reuters), mentre continua a ostacolare il transito nello Stretto di Hormuz (Reuters). Anche la Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, ha ammonito gli Stati Uniti dall’imporre sanzioni secondarie (Guardian).
3️⃣ Frontiera Europa
Dopo Germania, Svizzera, Austria e Finlandia, anche Paesi Bassi e Irlanda hanno annunciato che riprenderanno i trasferimenti verso Roma dei migranti arrivati in Europa passando dall'Italia dopo il 12 giugno (Ansa). La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso il lavoro dell'esecutivo, che ha spinto per la riforma delle norme Ue su migrazione e asilo (Rai News). La vera sfida ora si sposta all'autunno, quanto si capirà se Roma potrà beneficiare dei meccanismi di solidarietà previsti dal nuovo Patto Ue (Avvenire★). Roma sta anche preparando una nuova stretta sulle ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo e li sbarcano nei porti italiani (La Repubblica★). Intanto la Sea Watch 5, nave della ong tedesca, è stata sottoposta a un fermo amministrativo di 45 giorni e a una multa di 7.500 euro per presunte violazioni delle norme sul coordinamento dei soccorsi in mare (Ansa).
4️⃣ Cara energia
Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Austria e Polonia hanno chiesto all’Unione europea un’azione congiunta a livello europeo per introdurre un’imposta sugli extraprofitti realizzati dalle società energetiche in occasione dell’Ecofin del 18-19 settembre a Dublino (La Stampa★). Le principali compagnie petrolifere europee, infatti, hanno incassato quasi 18 miliardi di extraprofitti nei primi sei mesi dell’anno (La Stampa★). La Commissione europea ha risposto che si tratta di una “competenza nazionale” e che “gli Stati membri possono già agire sulla base della propria legislazione” (Rainews). Il governo italiano sta valutando un “contributo” a carico delle società petrolifere per finanziare sconti su carburanti e bollette, evitando così di adottare la proposta delle opposizioni di tassare gli extraprofitti (La Repubblica★). Intanto, il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise per 17 centesimi sul gasolio: il costo della misura si aggira attorno ai 130 milioni di euro, finanziati tramite un nuovo meccanismo di acconto fiscale delle tasse sui dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici (Ansa).
Il blog di Good Morning Italia analizza come si sono mossi i vari Paesi europei per contrastare la crisi energetica.
5️⃣ A colpi di dazi
Gli Stati Uniti hanno imposto dazi del 50% su prodotti canadesi per un valore di 20 miliardi di dollari, dopo che i negoziati dell’ultimo minuto con Ottawa sono falliti (Ap). Bloomberg riporta che i colloqui sono falliti per lo stallo sulla riduzione dei dazi statunitensi sui veicoli canadesi di medie e grandi dimensioni. Il Canada ha a sua volta annunciato dazi di ritorsione su merci statunitensi per un valore complessivo di circa 20 miliardi di dollari, rispondendo in maniera speculare. I nuovi dazi entreranno in vigore l’8 settembre, saranno applicati a circa 700 prodotti importati dagli Stati Uniti e andranno dal 15% al 50%. Ottawa ha poi annunciato un pacchetto da 7,5 miliardi di aiuti a imprese e lavoratori colpiti dalle misure Usa (Cnbc). Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha quindi esacerbato lo scontro minacciando di portare al 50% i dazi su tutte le auto, la componentistica automobilistica e l’acciaio provenienti dal Canada, a partire dal 1° gennaio 2027 (Nyt).
6️⃣ Sul banco degli imputati
Meta ha raggiunto un accordo per chiudere una causa intentata da 47 Stati americani che accusavano la società di aver progettato Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza e provocare danni ai minori, oltre ad aver violato la loro privacy. L’intesa prevede un esborso fino a circa 17,1 miliardi di dollari e impone per la prima volta a Meta modifiche sostanziali al funzionamento delle proprie piattaforme negli Stati Uniti, come l'interruzione dello scrolling infinito e l'introduzione di un limite di due ore al giorno per l’utilizzo da parte dei minori (Nyt). Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia Usa e TikTok hanno raggiunto un'intesa per il pagamento da parte del social di 400 milioni di dollari per chiudere un contenzioso riguardante la violazione della privacy degli utenti più giovani (Axios).
7️⃣ Corsa contro il tempo
Almeno 469 persone sono morte a causa di inondazioni improvvise, provocate dalla frana di un ghiacciaio, nella zona al confine tra Nepal e Tibet (Ap). Le squadre di soccorso stanno cercando le oltre 1400 persone disperse, ostacolate dalla distruzione di ponti e strade (Reuters). La Farnesina ha fatto sapere che, tra le centinaia di stranieri dispersi, ci sono anche tre italiani (Rainews). Le autorità si stanno anche adoperando per ridurre il rischio di ulteriori inondazioni catastrofiche (Guardian) e gli esperti hanno avvertito sul rischio di una "seconda e terza ondata" causate dall'accumulo di detriti nei corsi d'acqua (Bbc).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Vacanze al fresco
Le estati sempre più calde stanno cominciando a cambiare non solo l’esperienza delle vacanze, ma anche il modo in cui vengono programmate: temperature estreme, incendi e chiusure delle attrazioni rendono alcune tradizionali mete mediterranee meno vivibili nei mesi di punta, spingendo una parte dei viaggiatori verso luoghi più miti o altri periodi dell’anno (The Conversation). Il clima sta così diventando un criterio di scelta vero e proprio: per il 16% dei viaggiatori europei le temperature miti sono già il fattore principale nella scelta della destinazione estiva, mentre circa uno su sette evita espressamente le mete troppo calde (Qn).
Go North! Da qui il successo delle “coolcation”, vacanze in località dove anche d’estate le temperature restano piacevoli, dalla Scozia all’Islanda fino a Scandinavia e isole Faroe: una tendenza di cui si parla da alcuni anni, ma che nel 2026 ha assunto dimensioni sempre più visibili (Il Post). I numeri raccontano un piccolo boom: per luglio e agosto le prenotazioni britanniche sono cresciute del 55% in Norvegia e del 57% in Svezia, mentre un rifugio nella remota penisola islandese di Tröll ha registrato quasi il 30% di occupazione in più rispetto al 2024 e soggiorni più lunghi (Ft+ ).
La mappa cambia? Non è detto, però, che il Mediterraneo sia destinato a perdere il suo primato: prezzi, collegamenti, cultura e infrastrutture continuano a pesare nelle scelte e, nonostante il caldo, Spagna e Grecia hanno registrato numeri record di visitatori, facendo pensare più a una redistribuzione stagionale dei flussi che a un definitivo spostamento verso nord (Euronews). Anche le nuove mete rischiano però di scoprire il rovescio della medaglia: in Norvegia l’aumento dei visitatori mette sotto pressione piccoli centri e ambienti fragili, alimentando il timore di riprodurre l’overtourism già visto altrove e la necessità di distribuire maggiormente le presenze e spalmarle durante tutto l’anno (Nyt).
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