Che settimana! #3/26
Truppe europee in Groenlandia | La diplomazia mediorientale dissuade Trump dall'attaccare l'Iran | Le banche centrali difendono Powell e la Fed | Contenuti sessualizzati, scontro su Grok di xAI
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Sfida tra i ghiacci
La Danimarca e alcuni Paesi alleati, tra cui Svezia, Norvegia, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania, Francia e Canada, hanno deciso di aumentare la presenza militare in Groenlandia in risposta alle crescenti pressioni statunitensi (Politico). Un primo contingente francese è già arrivato nell’isola, territorio semi-autonomo della Danimarca (Bbc). La Spagna sta valutando di unirsi alla missione (El País+), mentre il governo italiano non ha intenzione di mandare militari (La Stampa+). Il governo della Groenlandia ha più volte dichiarato di “non poter accettare in alcun modo” di passare sotto il controllo degli Stati Uniti, ribadendo che l’isola rientra a pieno titolo nella Nato (Reuters). Il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen ha avvertito che il suo popolo sceglierebbe la Danimarca rispetto agli Stati Uniti (Bbc). I colloqui trilaterali che si sono tenuti mercoledì alla Casa Bianca tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio non hanno portato a una soluzione (Guardian). Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, è “inaccettabile” qualsiasi soluzione che non preveda il controllo Usa sull’isola (Cnn).
2️⃣ Iran in rivolta
Arabia Saudita, Qatar, Oman ed Egitto avrebbero mediato tra Stati Uniti e Iran, riuscendo a dissuadere, perlomeno per il momento, Trump dal proposito di attaccare la Repubblica islamica (Reuters). A dissuadere la Casa Bianca hanno contribuito anche i report dei funzionari occidentali, secondo cui il governo iraniano non sembra essere vicino al collasso (Reuters), e i dubbi sulla capacità di Reza Pahlavi, il figlio dell’ultimo scià di Persia, di ottenere il supporto degli iraniani (Reuters). In cambio, Teheran avrebbe sospeso l'esecuzione di 800 condanne a morte di manifestanti arrestati (Nbc). Il regime iraniano aveva intensificato la repressione, dopo che le massicce proteste erano giunte alla seconda settimana (Reuters), e imposto un blackout quasi totale delle comunicazioni (Ap). Secondo Iran International, media di opposizione con sede a Londra, sarebbero almeno 12mila i morti. Nei giorni scorsi, Trump aveva invitato gli iraniani a continuare a protestare contro il regime, promettendo “aiuti in arrivo” (Guardian) e avvertendo che stava valutando un’azione militare “molto forte” (Axios). Teheran aveva risposto che qualsiasi attacco americano porterebbe a un contrattacco contro Israele e le basi militari statunitensi nella regione (Politico).
3️⃣ Acque agitate
Trump ha ricevuto alla Casa Bianca la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, che ha offerto al presidente Usa il Nobel per la Pace vinto a ottobre. Il tycoon ha accettato il premio (Cnn), ma continuerebbe a nutrire dubbi sull’idoneità di Machado di guidare il Paese (El País+). Intanto una delegazione del Dipartimento di Stato Usa è arrivata a Caracas per “valutazioni tecniche e logistiche” (Cnn). Trump ha anche incontrato le maggiori compagnie petrolifere mondiali e ha chiesto loro investimenti per 100 miliardi di dollari per espandere il settore energetico venezuelano (Reuters). Inoltre, ha annunciato che Cuba non riceverà più denaro o petrolio venezuelano (Reuters). Gli Stati Uniti continuano anche a intercettare le navi che trasportano petrolio soggetto a sanzioni: sono sei le petroliere sequestrate finora nei Caraibi (Ap). Intanto sono stati rilasciati dalle carceri venezuelane diversi stranieri, tra cui gli italiani Alberto Trentini, Mario Burlò (Ansa) e Luigi Gasperin (Il Post).
4️⃣ Altro che pace
Trump è tornato ad accusare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di bloccare l’accordo di pace (Reuters), mentre l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Trump Jared Kushner stanno pianificando un incontro con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca per rilanciare il piano promosso dagli Usa (Bloomberg). La direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, invece, sottoporrà al consiglio del Fondo un nuovo programma di prestiti da 8,1 miliardi di dollari per l’Ucraina (Reuters). Il presidente Usa ha anche annunciato il sostegno a un Governo tecnocratico palestinese a Gaza per la fase di transizione post-cessate il fuoco, sotto la supervisione di un Consiglio di pace internazionale da lui presieduto (Reuters). Tuttavia, l'esercito israeliano starebbe preparando una nuova offensiva militare nella Striscia a marzo, adducendo il motivo che non ritiene probabile il disarmo di Hamas (Times of Israel).
5️⃣ Sguardo a Oriente
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato a Tokyo la premier giapponese Sanea Takaichi e ha annunciato l’elevazione delle relazioni bilaterali tra Italia e Giappone a partenariato strategico speciale (Ansa). Takaichi ha anche concordato con il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung di rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza economica tra i due Paesi (Japan Times). Il premier canadese Mark Carney, invece, ha visitato la Cina per la prima volta in 10 anni (Reuters) e cercherà di raggiungere un accordo commerciale durante l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping (Bbc). Intanto, è terminato il processo contro l'ex presidente della Corea del Sud Yoon Suk Yeol per il tentativo fallito di imporre la legge marziale nel dicembre 2024: i procuratori hanno chiesto la condanna alla pena di morte. La sentenza è attesa per febbraio (Bbc).
6️⃣ Banche centrali alla riscossa
In risposta all’apertura di un’indagine penale da parte dell’amministrazione Trump nei suoi confronti, il presidente della Fed Jerome Powell ha definito la mossa un “pretesto” per cercare di influenzare i tassi di interesse e la politica della Federal Reserve (Reuters). I vertici delle principali banche centrali del mondo hanno firmato una dichiarazione congiunta a sostegno di Powell, parlando di "attacco politico all'indipendenza dell’istituzione finanziaria" (Politico). In difesa di Powell e dell’indipendenza della Federal Reserve si sono schierati anche ex vertici della banca centrale e del Tesoro, tra cui l’ex presidente della Fed ed ex segretaria al Tesoro Janet Yellen (Cnbc), diverse figure del mondo del business, come il capo economista di Goldman Sachs (Guardian) e i ceo di JPMorgan Chase e BNY (Reuters) ed esponenti politici, tra cui alcuni senatori repubblicani (Reuters). Secondo Axios, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha avvertito Trump che l’indagine “ha creato un caos” e potrebbe avere conseguenze negative per i mercati finanziari.
7️⃣ Grok nel mirino
L’Indonesia è stato il primo Paese al mondo a bloccare temporaneamente l’accesso a Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da xAI di Elon Musk, a causa del rischio di contenuti pornografici o sessualizzati generati dall’AI senza consenso (Guardian), seguito dalla Malesia (Guardian). Il Regno Unito ha avviato un’indagine e X rischia una multa fino al 10% del fatturato globale (Bbc). Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha duramente criticato la piattaforma (Politico). Controcorrente il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che invece ha dichiarato che Grok si unirà al motore di AI generativa di Google nell’ambito della rete del Pentagono (Ap). Intanto, X ha introdotto nuove restrizioni che, in alcune località, impediscono di generare immagini sessualizzate di persone reali a loro insaputa (Wired), anche se l’app autonoma di Grok continua a permettere la rimozione digitale degli indumenti (Wp+).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Beneficenza insostenibile
Qualche utilizzo e poi via nel cassonetto per la raccolta degli indumenti, con l’intenzione di fare beneficenza. Gli acquisti del “fast fashion”, alcuni con addirittura l’etichetta ancora attaccata, costituiscono le principali donazioni di vestiti di seconda mano. Ma la maggior parte dei capi non è riutilizzabile a causa dei tessuti che non tengono caldo, di scarsa qualità e già sfibrati dopo pochi utilizzi. Inoltre, la filiera dell’usato non è progettata per sostenere questo ritmo di sostituzione: delle quattromila tonnellate conferite ogni anno nei cassonetti, appena il 20% è adatto a nuovi impieghi o lavorazioni, mentre il resto finisce per essere smaltito, trasformando un gesto solidale in un problema logistico ed economico (Domani).
Il cortocircuito dell’usato In Italia quattro persone su dieci acquistano abbigliamento di seconda mano, soprattutto online, spinte dal prezzo e dalla presunta sostenibilità (Sky TG24). Il mercato dell’usato cresce rapidamente e si stima che arriverà fino a 360 miliardi di dollari entro il 2030, ma non riesce a scalfire la logica della sovrapproduzione (Fashion Network). Le piattaforme online e i brand promuovono la rivendita dell’usato come soluzione circolare, ma dietro l’apparenza di sostenibilità l’impatto ambientale resta marginale rispetto ai volumi prodotti (Economia Circolare).
Doni o rifiuti? Alcune associazioni di volontariato hanno dovuto frenare l’afflusso di donazioni, perlomeno finché non saranno in grado di smaltire i volumi accumulati (Repubblica Bologna). Non trovando sbocco in Europa, l’usato viene esportato: è così che una quota rilevante dei rifiuti tessili europei finisce nel Sud del mondo, soprattutto in Africa (Follow The Money). In Paesi come il Ghana arrivano ogni settimana milioni di capi, molti dei quali inutilizzabili e destinati alle discariche. La beneficenza, a lungo considerata una risposta concreta agli eccessi del consumo, diventa così l’ultimo anello di una filiera insostenibile, che scarica altrove i costi ambientali e sociali (Greenpeace).
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