Che settimana! #26/26
Starmer si dimette, Burnham verso Downing Street | "Progressi incoraggianti" nel negoziato Usa-Iran | Vertice Meloni-Macron | In Colombia e Perù vince l'estrema destra | Caldo record in Europa
👋 Ciao!
Questa è Che settimana!, la rassegna con la sintesi delle notizie più importanti della settimana, fatta per te dalla redazione di Good Morning Italia.
👉 Iscriviti qui per riceverci ogni venerdì!
I nostri link:
News+: articolo a pagamento
News★: articolo a pagamento, accessibile gratuitamente per gli abbonati al Briefing di Good Morning Italia
I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Stelle cadenti
A meno di due anni dalla storica vittoria elettorale con cui riportò il Labour al potere, con un discorso da Downing Street Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da primo ministro del Regno Unito e dalla guida dei laburisti (Guardian). La mossa era attesa dopo le crescenti pressioni interne delle ultime settimane, fra magri risultati elettorali e un forte crollo della popolarità (Bbc). Starmer è il sesto premier a lasciare l’incarico in 10 anni (Reuters), segno della stagione di instabilità politica che si è aperta dopo il referendum sulla Brexit. La selezione per la successione si aprirà il 9 luglio: il grande favorito, e per ora unico candidato, è Andy Burnham, ex sindaco dell'area metropolitana di Manchester che si è appena insediato come deputato, dopo aver vinto elezioni suppletive organizzate proprio per consentirgli di tornare in Parlamento e reclamare la guida del partito (Il Post). Già centrista blairiano, il “re del Nord” Burnham si è progressivamente posizionato a sinistra, scrive The Atlantic.
Nel decennale della Brexit, sul blog di Good Morning Italia ripercorriamo il costo economico del divorzio con l’Ue e i vari tentativi di riavvicinamento in atto, anche se la riadesione è tutta in salita.
2️⃣ Tira e molla
I mediatori di Qatar e Pakistan hanno dichiarato che i negoziati in Svizzera per un accordo duraturo tra Stati Uniti e Iran hanno fatto registrare “progressi incoraggianti” e proseguiranno a livello tecnico (Politico). Secondo il vicepresidente americano JD Vance, Teheran si sarebbe impegnata a consentire il ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Axios). Da parte sua, Washington ha temporaneamente sospeso le sanzioni e autorizzato le vendite di petrolio iraniano fino ad agosto (Cnbc), mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ribadito che la Repubblica islamica non potrà imporre pedaggi sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz (Guardian). Intanto, il Senato Usa, controllato dai repubblicani, ha prima approvato (Ap) e poi revocato (Cnn) una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran. Il prezzo del petrolio è tornato ai livelli precedenti al conflitto (Bbc).
3️⃣ Alleato a chi?
In un'intervista con Fox News, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha affermato che circa 500 aerei statunitensi sarebbero decollati dalle basi americane in Italia a sostegno dell'operazione militare statunitense contro l'Iran. Il ministero della Difesa ha contestato la ricostruzione, sostenendo che l'Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e logistiche (Il Sole 24 Ore). Roma ha assicurato Teheran di non aver preso parte ad alcuna attività bellica, dopo che il regime aveva attaccato il governo in seguito alle parole di Rutte (Domani). Riuniti a Berlino, intanto, i leader del gruppo E5 (Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia) si sono impegnati a rafforzare il ruolo europeo nell’Alleanza Atlantica, in vista del summit Nato in Turchia di luglio (Politico). Nel corso di un vertice bilaterale ad Antibes, il primo dalla firma del Trattato del Quirinale, il presidente francese Emmanuel Macron e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno annunciato una serie di futuri ambiti di collaborazione, dalla difesa all’aerospazio, e una conferenza per il futuro del Libano dopo la fine della missione Unifil (Rai News).
4️⃣ Per un pugno di voti
Abelardo de la Espriella, candidato della destra radicale sostenuto da Donald Trump, ha vinto di misura le elezioni presidenziali in Colombia, ottenendo il 49,7% dei voti contro il 48,7% dell’esponente della sinistra Iván Cepeda, stretto alleato del presidente in carica Gustavo Petro. De la Espriella ha promesso un giro di vite militare contro i gruppi armati illegali, il traffico di droga e la criminalità (Bbc). In Perù, la candidata di estrema destra Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore peruviano Alberto Fujimori, ha vinto le presidenziali, battendo per pochi voti il deputato di sinistra Roberto Sanchez, che però continua a denunciare presunti brogli e rifiuta di riconoscere la vittoria dell’avversaria (Reuters).
Dimenticate la “marea rosa”: in America Latina ormai va di moda la (nuova) destra, come abbiamo approfondito sul blog di Good Morning Italia.
5️⃣ Questione di diritti
L’ex comandante libico Osama Najeem Almasri è stato condannato dal Tribunale penale di Tripoli a sette anni e quattro mesi di carcere per violazioni dei diritti dei detenuti. Almasri era stato al centro di un caso diplomatico tra l’Italia e la Corte penale internazionale, dopo che le autorità italiane lo avevano riportato in Libia con un volo di Stato nonostante l’ordine di arresto internazionale (Corriere). La Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo per uno degli 007 egiziani imputati e la condanna a 17 anni e mezzo per altri tre nel processo per la morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso al Cairo nel 2016 (Ansa).
6️⃣ Caldo record
L’ondata di calore che sta investendo l’Europa, con temperature in forte aumento e picchi destinati a superare i 40 gradi, in alcune aree potrebbe durare fino alla prossima settimana (Il Post). La Francia ha registrato per due giorni consecutivi la giornata più calda dall’inizio delle rilevazioni nel 1947 (Bbc), mentre il Regno Unito il giorno di giugno più calda di sempre (Guardian). Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha esortato i leader mondiali a "dare priorità agli investimenti in sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici" (Euronews).
Infrastrutture inadeguate e politici distratti: tutto gioca un ruolo importante nell’ondata di caldo record (Politico).
7️⃣ La terra trema
Due violente scosse di terremoto hanno colpito il nord del Venezuela, tra cui la capitale Caracas: il bilancio provvisorio è di almeno 235 morti e 4.300 feriti (Bbc). Si teme che il numero di vittime sia destinato ad aumentare ancora, poiché decine di migliaia di persone risultano disperse (Ap). La bassa profondità dei due sismi di 7,2 e 7,5 di magnitudo, i più forti registrati dal 1900, ha aggravato l'entità delle distruzioni (Reuters). La città più devastata è La Guaira, già sepolta nel 1999 da un'alluvione e una frana (La Repubblica★). Il Fondo monetario internazionale è pronto a fornire 200 milioni di dollari al Venezuela per affrontare l’emergenza (Bloomberg).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Matrimoni a caro prezzo
Sposarsi non è solamente un impegno personale e di coppia, ma si è trasformato in un rilevante sforzo economico. Nel 2024 il costo medio di un matrimonio si è aggirato sui 26 mila euro, in crescita del 9% rispetto all’anno precedente (Startup Italia). Ma queste rischiano di essere statistiche addirittura troppo ottimistiche o perlomeno parziali: infatti secondo una recente ricerca di Federconsumatori, che inserisce tra le voci anche il viaggio di nozze, nel 2026 un matrimonio con 100 invitati parte da circa 48 mila euro, con location, musica e ricevimento che sommate rappresentano il 42% del budget (Italia Oggi).
Nozze a rate In questo contesto, il ricorso al credito non è più un’eccezione. Secondo Facile.it, nell’ultimo anno sono stati erogati oltre 400 milioni di euro in prestiti personali destinati a matrimoni e cerimonie. In media, chi chiede un finanziamento cerca poco più di 8.800 euro, da restituire in cinque anni. Le nozze restano però basate su diverse fonti economiche: una gran parte delle coppie usa i propri risparmi o i regali ricevuti, segno che il matrimonio continua a coinvolgere non solo gli sposi, ma anche la rete familiare e sociale che li circonda (Il Sole 24 Ore).
Il sì che si rimanda Nel frattempo il numero dei matrimoni continua a scendere. Nel 2024 in Italia ne sono stati celebrati 173.272, il 5,9% in meno rispetto all’anno precedente (Ansa). Il costo può incidere, ma da solo non spiega il trend. Dietro il rinvio delle nozze ci sono percorsi di studio più lunghi, maggiore instabilità lavorativa e l’uscita tardiva dalla famiglia d’origine A questo si aggiunge la diffusione delle convivenze prematrimoniali, che rende il matrimonio meno urgente e più spesso una scelta da rimandare finché le condizioni economiche e personali non sembrano più solide (Avvenire). Infine si parla anche di scelte personali: le generazioni più giovani sono sempre meno attratte dall’istituto del matrimonio (Cosmopolitan).
👋 Per questa settimana è tutto, grazie di averci letto!
♥️ Ti è piaciuta questa newsletter?
Condividila con chi vuoi cliccando qui sotto.


