Che settimana! #25/26
Firmato l'accordo tra Usa e Iran | Leader uniti per l'Ucraina | Hegseth annuncia una revisione della presenza militare Usa in Europa | Il Parlamento europeo approva il regolamento rimpatri
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ C’è la firma
Stati Uniti e Iran hanno firmato un protocollo d’intesa per cessare le ostilità (Bbc). Il documento chiede a Teheran di garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e a Washington di revocare il blocco navale, prevede 60 giorni di negoziati sul nucleare, la sospensione delle sanzioni per consentire all’Iran di esportare petrolio durante tale periodo e significativi incentivi economici qualora venga raggiunto un accordo definitivo (Cnn). L’Iran ha ribadito che, dopo la prima fase di colloqui di 60 giorni, si riserverà il diritto di imporre pedaggi sul passaggio di navi nello Stretto di Hormuz. Trump aveva più volte insistito sul fatto che il passaggio sarebbe dovuto tornare completamente gratuito (Guardian). L’intesa tra Iran e Usa include la “cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano” (Axios). Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di non aver visionato il protocollo d’intesa, mentre Washington ha replicato che non ne avrebbe mai richiesto una copia (Guardian). Il punto più delicato dell’accordo rimane proprio la cessazione delle operazioni militari israeliane in Libano (Bbc).
2️⃣ Mosca nel mirino
Parlando a margine del G7, Trump ha dichiarato di aver avuto colloqui positivi sia con il presidente russo Vladimir Putin, sia con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (Reuters). Ieri l’Ucraina ha colpito diversi obiettivi nell’area di Mosca, incendiando una raffineria di petrolio e costringendo gli aeroporti della capitale a sospendere i voli (Politico). In una dichiarazione congiunta, i leader del G7 hanno evidenziato i progressi dell’Ucraina sul campo di battaglia negli ultimi mesi, promesso nuove forniture di armi a Kiev e si sono detti pronti a inasprire le sanzioni contro il settore russo del petrolio e del gas per spingere Mosca al tavolo dei negoziati (Eunews). Durante il Consiglio europeo, i leader dei 27 Paesi hanno adottato all’unanimità le conclusioni del vertice per il sostegno all’Ucraina per la prima volta da 18 mesi a questa parte (Avvenire★) e hanno deciso di prolungare le sanzioni contro la Russia su base annuale, e non più semestrale (The Kyiv Independent).
3️⃣ Disimpegno americano
Intervenendo alla riunione dei ministri della Difesa della Nato, il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha annunciato una completa revisione della presenza militare statunitense in Europa, criticando alcuni alleati per il mancato sostegno alla guerra in Iran (Bbc). La revisione, definita “Nato 3.0”, punta a verificare quali Paesi stiano contribuendo alla sicurezza comune in maniera adeguata e spingere l'Europa a occuparsi maggiormente della sicurezza del continente (Euronews).
Sulle spese militari l’Italia non riesce a tenere il passo, l’approfondimento sul blog di Good Morning Italia.
4️⃣ Ultimi passaggi
Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma delle norme sui rimpatri dei migranti irregolari, introducendo strumenti che ampliano i poteri coercitivi delle autorità nazionali e aprono la strada alla creazione di centri per i rimpatri al di fuori dell’Unione europea. L’ultimo passaggio formale spetta ora al Consiglio dell’Unione europea (Euronews). La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il voto un “successo storico”, sostenendo che il nuovo regolamento recepisca il principio alla base del protocollo tra Italia e Albania (Ansa).
5️⃣ La settimana delle banche
Al termine della periodica riunione di politica monetaria, la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento, nell’intervallo tra il 3,5 e il 3,75 per cento, nel primo provvedimento sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh (Bbc). La Banca centrale giapponese ha aumentato il tasso di interesse di riferimento dallo 0,75% all’1%, a causa dell’aumento del costo della vita e dei prezzi dell’energia. La decisione, in linea con quella delle altre banche centrali, ha portato i tassi al livello più alto dal 1995 (Bbc). La Bank of England ha deciso di mantenere i tassi d’interesse al 3,75%, ritenendo prematuro aumentarli data l’incertezza delle attuali pressioni inflazionistiche (Reuters). Il governatore Andrew Bailey ha previsto un’inflazione in risalita sopra il 3,25% (Guardian).
6️⃣ Un secco nein!
Nell’ultimo giorno della prima fase dell’offerta pubblica di scambio di UniCredit su Commerzbank, le adesioni sono salite al 12,41% del capitale, portando la quota effettiva dell’istituto italiano al 39,18% e al 55,6% potenziale. Il governo tedesco ha criticato l’approccio “aggressivo” di UniCredit e ribadito la propria contrarietà all’operazione, che ritiene non preveda un premio adeguato per gli azionisti (Milano Finanza★). L’ad di Unicredit Andrea Orcel ha criticato il nazionalismo bancario che ostacola il consolidamento e indebolisce la competitività europea (Milano Finanza★).
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che il Tesoro intende cedere il 4,86% residuo di Mps ma solo “alle migliori condizioni di mercato”, ribadendo la neutralità del governo sul risiko bancario (Milano Finanza★).
7️⃣ Social ban
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha presentato un piano per vietare ai minori di 16 anni l'uso di una serie di app di social media, tra cui Snapchat, TikTok, Instagram, Facebook e YouTube, per proteggerli dai contenuti dannosi e dall'uso eccessivo dei dispositivi elettronici (Ap). Il divieto dovrebbe essere approvato entro dicembre e entrerà in vigore entro l’inizio del 2027 (Dw).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Sportivi oltre il limite
Per decenni lo sport professionistico è stato appannaggio dei più giovani. Superati i 30 anni, il declino era considerato inevitabile; arrivare a 40 ad alti livelli rappresentava un’eccezione. Oggi non è più così. A 45 anni Venus Williams continua a giocare nei tornei dello Slam (Sky Sport), LeBron James è ancora nella Nba a 41 anni, quasi ventitré anni dopo il suo esordio da diciottenne (Inquirer), mentre la sciatrice Lindsey Vonn è tornata a vincere gare di Coppa del Mondo dopo il ritiro (Cbs). Secondo il Guardian, non si tratta soltanto di talento o genetica favorevole, ma di una nuova cultura della longevità sportiva costruita attorno a preparazione fisica, recupero e gestione scientifica del corpo.
Il corpo come investimento Oggi gli atleti d’élite dedicano sempre più tempo e del loro denaro a rallentare l’invecchiamento sportivo. Il New York Times racconta come molti professionisti abbiano trasformato il recupero in un’attività quasi continua, tra monitoraggio del sonno, nutrizionisti, fisioterapisti, camere iperbariche, crioterapia e dispositivi che raccolgono dati su stress e affaticamento. LeBron James spenderebbe ogni anno oltre un milione di dollari per la cura del proprio corpo (Fortune), mentre sempre più squadre utilizzano analisi biomeccaniche e programmi personalizzati per ridurre il rischio di infortuni e prolungare le carriere.
L’industria della longevità Attorno a questa ricerca è nata una vera e propria economia. Secondo Front Office Sports, franchigie e atleti investono milioni di dollari in tecnologie per il recupero, mentre i giovani professionisti arrivano ormai nei campionati maggiori già abituati a monitorare i parametri di salute. Cristiano Ronaldo è diventato il simbolo di questa tendenza: nel 2025 un test effettuato dalla piattaforma Whoop ha stimato per lui un’età biologica di circa 29 anni, oltre un decennio in meno rispetto a quella anagrafica, alimentando ulteriormente il mito dell’atleta che sfida il tempo (Marca).
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