Che settimana! #13/26
Iran, Trump ferma l'escalation e cerca il dialogo | Dimissioni nella maggioranza dopo la sconfitta al referendum | Allarme Ocse sul Pil globale | Dipendenza social, condannate Meta e Google
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Questa è Che settimana!, la rassegna con la sintesi delle notizie più importanti della settimana, fatta per te dalla redazione di Good Morning Italia.
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Braccio di ferro
L’Iran ha respinto la proposta di negoziato in 15 punti degli Stati Uniti per il cessate il fuoco (Axios) e ha posto a sua volta 5 condizioni per porre fine al conflitto (Euronews). Il presidente Usa Donald Trump ha dato un ultimatum di 48 ore all’Iran per riaprire il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, prima di attaccare le centrali energetiche del Paese (Ap), ma a poche ore dalla scadenza ha ordinato il rinvio dei bombardamenti al 6 aprile (Guardian) e ha detto che Washington e Teheran stanno avendo un dialogo molto “produttivo” per la risoluzione del conflitto. L’Iran ha però negato l’esistenza di colloqui diretti (Reuters). Il Pentagono starebbe preparando diverse opzioni, tra cui una vasta campagna di bombardamenti e operazioni di terra mirate (Axios), e valutando l’invio di altri 10 mila militari in Medio Oriente (Wsj+). Israele ha intensificato l’offensiva in Libano contro Hezbollah (Reuters) e le operazioni militari nel sud della Siria (Il Manifesto★). Intanto l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha avvertito che la crisi energetica ha già raggiunto una scala paragonabile alla somma delle due grandi crisi petrolifere degli anni ’70 e quella causata dalla guerra in Ucraina (Guardian).
2️⃣ Do ut des
La Russia ha lanciato una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni in Ucraina, intensificando l’offensiva primaverile (Guardian), mentre Kiev ha bloccato almeno il 40% della capacità di esportazione di petrolio di Mosca (Reuters). Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che gli Stati Uniti stanno subordinando l’offerta di garanzie di sicurezza per l’accordo di pace in Ucraina alla cessione dell’intera regione orientale del Donbass alla Russia (Reuters) e ha denunciato un tentativo di ricatto di Mosca nei confronti di Washington: la Russia ha proposto di interrompere la condivisione di intelligence con l’Iran in cambio di un taglio del sostegno statunitense all’Ucraina (Reuters). Intanto, Kiev ha inviato specialisti negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Giordania per contrastare gli attacchi con droni iraniani e fornire consulenza sui sistemi di difesa aerea (Reuters). L’esperienza ucraina sui droni potrebbe essere scambiata con i sistemi di difesa anti-aerea dei Paesi del Golfo (Bbc).
3️⃣ Pioggia di dimissioni
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, già condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio, ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche per i presunti legami con la criminalità organizzata, anche se non è ancora indagato. Ha lasciato il ruolo anche la capa di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, indagata per false informazioni al pubblico ministero in relazione al caso Almasri (Pagella Politica). Su richiesta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Il Post), si è poi dimessa la ministra del Turismo Daniela Santanchè, da mesi sotto pressione per i suoi guai giudiziari (Corriere). Anche Elena Chiorino, coinvolta nel caso Delmastro, si è dimessa dalla vicepresidenza della Regione Piemonte (La Stampa). Infine, Maurizio Gasparri ha presentato le dimissioni da capogruppo di Forza Italia al Senato, dopo una lettera di sfiducia di 14 dei 20 senatori azzurri. Stefania Craxi prenderà il suo posto (Sky TG24), mentre Meloni ha assunto la guida ad interim del ministero del Turismo (Ansa) e Antonio Mura è il nuovo capo di gabinetto del ministero della Giustizia (Corriere).
4️⃣ Al voto
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, per introdurre la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e istituire due Consigli superiori della magistratura e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (Sky TG24), si è concluso con una netta bocciatura della proposta del governo. Il “No” ha ottenuto il 53,3% dei voti, mentre il “Sì” si è fermato al 46,7% (Eligendo). La premier ha riconosciuto la sconfitta, ma ha dichiarato di non avere intenzione di rassegnare le dimissioni (Sky TG24). Alle elezioni municipali in Francia, il Rassemblement National è andato male nelle grandi città (France 24), mentre nel centrodestra Édouard Philippe ha consolidato la posizione di potenziale candidato alla presidenza per il 2027 (France 24). A Parigi, il socialista Emmanuel Grégoire ha sconfitto i Repubblicani (Le Figaro). In Germania, i cristiano-democratici hanno vinto le elezioni in Renania-Palatinato, governato dai socialdemocratici da 35 anni (Reuters). Nelle elezioni in Slovenia per il rinnovo del Parlamento, i liberali del Freedom Movement del primo ministro Robert Golob hanno ottenuto poco più del 28% dei voti, così come lo Slovenian Democratic Party del populista di destra Janez Janša (Dw). Nelle elezioni anticipate in Danimarca, i socialisti della premier Mette Frederiksen hanno ottenuto il peggior risultato in oltre un secolo, ma con quasi il 22% sono arrivati comunque primi nelle urne (Guardian).
5️⃣ Se commerciando
L’Unione europea e l’Australia hanno raggiunto un accordo di libero scambio che prevede l’eliminazione dei dazi sulla maggior parte dei beni e servizi, con benefici per numerosi prodotti europei, e faciliterà l’accesso europeo alle materie prime critiche australiane (Politico). La Commissione europea ha anche deciso di procedere con l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale con il Mercosur a partire dal 1° maggio (Euronews). Il Parlamento europeo ha dato il via libera all’accordo commerciale con gli Stati Uniti firmato nel 2025, che prevede tariffe doganali del 15% sulle merci Ue e un abbattimento di quelle sui prodotti industriali Usa (Euronews). Tuttavia, il sì è arrivato con clausole e garanzie aggiuntive per mitigare il rischio di nuovi dazi statunitensi o di violazioni dell’accordo (Politico).
6️⃣ Orizzonte cupo
Il conflitto in Iran e le interruzioni nelle spedizioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz hanno cancellato le prospettive di una crescita globale superiore alle attese. L’Ocse stima per il 2026 una crescita del 2,9% del Pil mondiale, stabile rispetto all’ultima previsione, mentre l’inflazione nei Paesi del G20 è attesa al 4%, +1,2% rispetto alla stima precedente (Reuters). Il Regno Unito dovrebbe subire l’impatto economico più grave tra i principali Paesi del G20 (Ft+), mentre in Italia l’aumento del Pil è ora stimato allo 0,4% per il 2026, 0,2% in meno rispetto alle previsioni di dicembre (Ansa). La presidente della Bce Christine Lagarde ha detto che i rischi legati alla guerra sono sottovalutati (The Economist+) e ha aperto a un possibile aumento dei tassi di interesse già da aprile se la guerra in Medio Oriente farà alzare l’inflazione (Bloomberg).
7️⃣ Sentenza storica
Una giuria di Los Angeles ha stabilito che Meta e Google non hanno avvertito gli utenti dei pericoli associati all’utilizzo delle loro piattaforme. Il verdetto è arrivato nell’ambito di un processo sulla dipendenza dai social media partito dalla denuncia di una ventenne californiana, secondo cui YouTube e Instagram avevano istigato la sua depressione. L’accusa non riguardava solo i contenuti ospitati, ma il modo stesso in cui le piattaforme sono costruite (Npr).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Pensionati, a lavoro!
Con l’invecchiamento della popolazione e la carenza di manodopera, in Europa si rafforza l’idea di lavorare oltre la pensione. A gennaio, in Germania, è entrata in vigore l’“Aktivrente”, una misura che consente di guadagnare fino a 2.000 euro al mese esentasse, in aggiunta alla pensione, se si continua a lavorare (The European Correspondent). L’obiettivo è trattenere lavoratori esperti e contenere la spesa pensionistica, che nell’Ue assorbe quasi metà della spesa sociale (Ft+). Nel 2023 circa il 13% dei pensionati europei ha continuato a lavorare, con picchi oltre il 40% nei Paesi nordici e valori sotto il 10% nel Sud Europa, segno di mercati del lavoro e sistemi di welfare profondamente diversi (Euronews).
Vecchio a chi? L’idea di fondo è che il modello tradizionale - studiare, lavorare, andare in pensione - non sia più adatto a una società in cui le persone restano attive e sane più a lungo. Anzi, alcuni esperti affermano che ormai lavoro e formazione debbano essere distribuiti nel corso di tutta la vita (Time). Inoltre, lavorare oltre i 65 anni può avere effetti positivi su salute e benessere, soprattutto se in forme flessibili, anche se, sottolineano recenti studi, dedicarsi al volontariato è comunque una valida alternativa (Harvard Health).
Non per tutti Anche altri Paesi stanno intervenendo sull’età pensionabile, come caldeggiato dal Fondo Monetario Internazionale (Guardian). In Danimarca, ad esempio, si arriverà a lavorare fino a 70 anni nei prossimi decenni (Bbc). Come nota The European Correspondent, restare più a lungo al lavoro non è però una soluzione neutra. Gli incentivi tendono a favorire chi svolge professioni qualificate. In Germania, ad esempio, l’Aktivrente esclude alcune categorie e punta su lavori compatibili con l’età avanzata. L’aumento dell’età pensionabile, infatti, rischia di colpire soprattutto i lavoratori manuali, più esposti a problemi di salute e carriere discontinue (DutchNews).
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