Che settimana! #12/26
Ucciso Ali Larijani, capo della Sicurezza nazionale. Raid incrociati sugli hub energetici | Budapest conferma il no al prestito a Kiev | Via al taglio temporaneo delle accise | Addio a Bossi
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I fatti della settimana
Le sette notizie degli ultimi sette giorni da conoscere per non perdere il filo.
1️⃣ Scontro aperto
Fonti iraniane hanno confermato la morte di Ali Larijani, capo del Consiglio di Sicurezza nazionale, a causa di un attacco aereo israeliano (Guardian). I raid hanno ucciso anche il comandante della forza paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani (Axios) e il ministro dell’intelligence Esmail Khatib (Bbc). Per la prima volta dall’inizio del conflitto, Israele ha poi bombardato il giacimento di gas iraniano di Pars, il più importante del Paese. In risposta, Teheran ha colpito l’enorme hub energetico di Ras Laffan in Qatar, bloccando circa il 17% della capacità di esportazione di gas naturale liquefatto del Paese (Reuters). Nei giorni precedenti, Washington aveva preso di mira gli obiettivi militari dell’isola di Kharg, il terminale di esportazione per il 90% delle spedizioni di petrolio iraniano (Nbc News). In parallelo, l’esercito israeliano ha avviato operazioni di terra limitate e mirate nel sud del Libano (Cnn) e ha bombardato il centro della capitale Beirut distruggendo interi edifici residenziali in quartieri fino a quel momento considerati sicuri (Nyt).
2️⃣ In ordine sparso
In una dichiarazione congiunta, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Canada e Giappone hanno annunciato l’intenzione di stabilizzare i mercati energetici e contribuire a garantire la sicurezza dei traffici nello Stretto di Hormuz, sollecitando anche una missione delle Nazioni Unite (Reuters). Nei giorni precedenti il presidente statunitense Donald Trump aveva criticato i Paesi membri della Nato definendoli responsabili di un “errore sciocco” per aver rifiutato di aiutare gli Stati Uniti a garantire la sicurezza dello Stretto (Ap), aggiungendo “di non aver più né bisogno né desiderio dell’aiuto dei Paesi dell’Alleanza atlantica” (Politico). Il repubblicano Joe Kent, direttore del Centro nazionale antiterrorismo, ha annunciato le dimissioni in segno di protesta contro la guerra, sostenendo che gli Usa sarebbero stati trascinati nel conflitto da pressioni israeliane (Bbc) e aggiungendo di non poter sostenere una guerra contro un Paese che, secondo lui, non rappresentava una minaccia imminente (Bloomberg).
3️⃣ Veto mantenuto
Durante il Consiglio europeo, i leader dell’Ue non sono riusciti a convincere il primo ministro ungherese Viktor Orbán a ritirare il veto sul prestito da 90 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina (Politico). Nei giorni precedenti, Kiev aveva accettato di consentire le riparazioni all’oleodotto Druzhba, fermo da gennaio dopo i danni subiti in attacchi russi, consentendo così il ripristino dei flussi di petrolio verso l’Europa centrale. Il blocco dell’oleodotto era stato usato da Ungheria e Slovacchia come giustificazione per non approvare il prestito all’Ucraina (EuNews). La Spagna ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev da oltre un miliardo di euro (Kyiv Independent).
4️⃣ Giù il prezzo
In risposta all’aumento dei prezzi causato dalla guerra in Iran, il Consiglio dei ministri italiano ha approvato un decreto per ridurre temporaneamente il prezzo dei carburanti, prevedendo un taglio delle accise per abbassare il costo alla pompa di circa 25 centesimi al litro per 20 giorni. Il provvedimento include anche un credito d’imposta per gli autotrasportatori e un rafforzamento dei controlli contro la speculazione: per tre mesi, le società petrolifere dovranno comunicare giornalmente i prezzi consigliati per la vendita ai clienti finali (Sky TG24). L’opposizione ha attaccato il governo parlando di “spot elettorale” a pochi giorni dal referendum sulla giustizia (il manifesto★).
La guida di Good Morning Italia al voto di domenica e lunedì.
5️⃣ Addio al Senatùr
È morto a 84 anni il fondatore della Lega Umberto Bossi, dopo un improvviso ricovero in terapia intensiva cardiologica all’ospedale di Varese. Eletto per la prima volta in Senato nel 1987, è stato deputato, europarlamentare e ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione del secondo governo Berlusconi. Cordoglio per la sua scomparsa è stato espresso da tutte le parti politiche (Corriere).
Dall’invenzione della Padania a “Roma ladrona”, l’ascesa del Senatùr in canottiera che ha stravolto la politica italiana (La Repubblica★).
6️⃣ Mosse bancarie
UniCredit ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio del valore di circa 35 miliardi di euro su Commerzbank, con l’obiettivo di superare la soglia del 30% del capitale prevista dalla normativa tedesca sulle offerte pubbliche di acquisto (Milano Finanza★). Mentre il governo tedesco ha definito “inaccettabile” l’ipotesi di una scalata ostile, l’amministratrice delegata di Commerzbank Bettina Orlopp ha ufficialmente aperto al dialogo con Unicredit sull’offerta pubblica di scambio (Bloomberg). Nel corso della settimana tutte le banche centrali, Fed (Cnbc), Bce (Reuters), Bank of England (Bbc) e Bank of Japan (Japan Times), hanno deciso di mantenere i tassi di interesse invariati.
7️⃣ And the winner is…
“One Battle After Another” di Paul Thomas Anderson, che si è presentato alla serata con 13 candidature, ha vinto sei premi Oscar, tra cui quelli per miglior film e miglior regia, consolidando lo status di Anderson come uno dei cineasti più importanti della sua generazione. Michael B. Jordan ha vinto il premio come miglior attore per “Sinners”, il dramma sui vampiri diretto da Ryan Coogler che, con un record di 16 candidature, si è aggiudicato quattro statuette. Jessie Buckley è stata nominata miglior attrice per “Hamnet” (Nyt).
Buone letture
Per finire in bellezza, perché la vita non è solo “hard news”, le nostre letture di approfondimento del fine settimana in omaggio per te.
*️⃣ Alla riscoperta degli hobby analogici
Negli ultimi anni l’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale ha portato con sé anche nuove forme di affaticamento mentale. Alcuni ricercatori parlano di AI brain fry: una stanchezza cognitiva che nasce dall’uso in contemporanea di troppi strumenti digitali. In un recente studio, il 14% degli utenti di AI ha dichiarato di aver sperimentato questa sensazione, legata soprattutto al sovraccarico informativo (Hbr). Ma il problema non riguarda solo il mondo del lavoro. In parallelo sta crescendo una più generale “screen fatigue”: molte persone dichiarano di voler ridurre il tempo passato davanti agli schermi e riscoprire attività più tangibili, come leggere libri cartacei o scrivere a mano (Quartz).
Di nuovo attuali La saturazione digitale si traduce così in un ritorno agli hobby analogici. Negli Stati Uniti le ricerche online per attività manuali sono aumentate del 136% negli ultimi mesi e le vendite di kit creativi sono cresciute dell’86%, segno di una domanda crescente di attività offline (Cnn). Non si tratta solo di fai-da-te domestico: stanno tornando di moda anche momenti sociali, come corsi di ceramica, gruppi di uncinetto o serate dedicate a giochi da tavolo e lettura. In questo contesto si inserisce anche la tendenza delle “analogue bags”, borse riempite con libri, riviste o strumenti creativi pensate per sostituire lo smartphone nei momenti di pausa (Guardian).
Un tuffo nel passato Nonostante siano cresciuti immersi nella tecnologia, molti giovani cercano oggi attività più lente e materiali, come dipingere, lavorare a maglia o scrivere lettere, perché offrono una connessione più personale e meno effimera (Ap). Il fenomeno riguarda anche la riscoperta di oggetti idealmente relegati al passato, come vinili, Dvd o auto con cambio manuale (Fortune). Si osserva in particolare un ritorno di dispositivi dal sapore vintage, come macchine fotografiche analogiche o lettori portatili, apprezzati per un’esperienza meno immediata, ma più concreta, rispetto agli smartphone (Bbc). Ma in questo caso il rischio è che diventi più un esercizio estetico che una radicale rinuncia alla tecnologia (Rivista Studio).
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